Tutto a posto.

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Oggi non voglio dilungarmi in divagazioni filosofiche o scrivere in modo forbito e ricercato.

Oggi il mio pensiero vola a 5/600 km di distanza dalla stanza perfetta ed in ordine dalla quale scrivo, con linea internet funzionante, televisione accesa, riscaldamento e qualsiasi altra cosa al suo posto.

Oggi voglio solo far parlare l’immagine di copertina di questo post.

Mi auguro non servano tante spiegazioni in merito.

Capisco che non sia la situazione più adatta per cercare di sdrammatizzare una tragedia simile, e non è questo il mio intento. Ma mi è venuta in mente questa immagine del varo di una nave mentre guardavo un servizio su Sky. Subito dopo, facendo zapping, sono finito sul canale 500 e ho visto le immagini dell’Hotel distrutto dalla valanga ai piedi del Gran Sasso.

Da una parte la gioia per il ritrovamento dei 6, forse 11, superstiti, dall’altra la rassegnazione sulla maggior parte dei volti degli abitanti dei luoghi vicini, quelli colpiti dal/dai terremoto/i e per i quali “tutto a posto” più che una frase è diventata un incubo.

Fortunatamente per loro, ci pensano le figure di dovere a ripeterlo ed abusarne in ogni dove. Senza neanche vergognarsi un pò.

Io sono sicuro che in quelle zone non valga la frase:

Chi governa è lo specchio del popolo“.

Chi di dovere ci pensi.

Chi ha un pò di cervello ci pensi.

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