One day. Metà mela.

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Tendiamo continuamente a mitizzare e mistificare persone che ci colpiscono per qualche motivo a noi sconosciuto e forse, per questo non essere in grado di spiegarci come mai la nostra testa sia oberata da immagini o foto di qualcuno con cui magari non abbiamo mai parlato in vita nostra, ma che stalkerizziamo su Instagram o Facebook che sia, non facciamo mai caso a chi davvero ci guarda con gli occhi che ognuno di noi vorrebbe vedere mentre guarda dritto verso la sua metà della mela.

Siamo talmente affossati dal peso di quello che pensano gli altri o di quello che dicono, che pensiamo di poter vincere o mettere a tacere le loro voci non tanto per merito nostro, ma per merito di chi portiamo per mano al cinema una sera qualsiasi della settimana.
Diamo più importanza a chi vorremmo che gli altri volessero che fossimo, a scapito di chi dovremmo essere noi stessi. Quasi come se la vita e l’armonia di ognuno di noi dovesse fungere da bene oggettivo per la comunità, manco fosse la Gioconda esposta al Louvre.

E ci rincoglioniamo.

Iniziamo a rincorrere solo chi non ci vuole e scappiamo da chi ci rincorre; se ci pensate bene è una cosa pazzesca. E con questo non sostengo alcuna tesi secondo la quale dovremmo accontentarci della prima persona che ci insegue, ma suppongo che qualche volta girarsi e guardarci alle spalle invece che intestardirci cercando la luce in fondo al tunnel, non sarebbe una cattiva idea.
Sfido chiunque a dire che almeno una volta non si sia pentito di lasciare andare una persona perchè in quel momento ne stava inseguendo un’altra che non la considerava di striscio.

Poi è tardi ragazze e ragazzi, sappiatelo.

Non è tutto come nel film One day, nel quale (e rubo la citazione ad una persona alla quale non devo chiedere copyright):
“lei lo ama, lui la ignora ma la ama, lui si sposa fa una figlia, lei si fidanza. Poi si incontrano, si baciano, si amano, si sposano. Lei muore”.
Adesso, tralasciando la parte finale in cui Emma, la protagonista interpretata da Anne Hathaway, muore in un incidente stradale all’apice della sua storia d’amore con Dexter, interpretato da Jim Sturgess, ma quanti tra quelli che stanno leggendo non firmerebbero per trovare alla fine di tutte le loro vicende di vita sentimentale, burrascose o idilliache che siano state, con chiunque siano state, la persona che sanno essere quella giusta fin dal primo istante in cui si sono scambiati i loro sguardi?

Quella che sanno da sempre sia la loro metà.

Sanno che avrebbero dovuto costantemente sceglierla e soffrire per questa persona. Fisicamente hanno fatto tutto tranne che quello, ma comunque ogni cosa combinata nelle situazioni più disparate possibili della loro vita, nelle loro teste e nei loro cuori sapevano dove e con chi sarebbero dovuti essere. E le volte che gli è capitato di trovarsi di fronte per caso o volutamente, hanno fatto in modo che tutto fosse come sarebbe dovuto essere dal primo giorno.
Perchè è da quel giorno che ogni cosa ha vincolato la vita dell’uno e dell’altra.

Per come la vedo io, One day dimostra come si possa amare qualcuno anche e soprattutto quando non si è in grado di farlo. Tutto sta nella persona che abbiamo davanti.
Come diceva Catullo in uno dei suoi più celebri aforismi:

Ama mihi cum mererem minus quoniam erit cum ne egerent.
Amami quando lo merito meno, perchè sarà quando ne avrò più bisogno.

Se c’è uno stato mentale che accomuna donne e uomini senza distinzioni, è a mio avviso la condizione di sofferenza che anticipa, segue o addirittura va a braccetto con il loro Mood of love.

In fin dei conti non puoi scegliere di non soffrire a questo Mondo, puoi scegliere per chi o cosa soffrire. L’importante è che tu sia soddisfatto della tua scelta.

Detto questo, chi inviterete quindi al cinema in settimana?

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