esserCI o non esserCI, questo è il dilemma

tobeornot

Essere o non essere?

Shakespeare lo sapeva già, infatti è Shakespeare non Nicola Covella.

Mi trovo fuori dal reparto di medicina d’urgenza dell’Ospedale di Santa Corona.
Nulla di grave per me.
Ha avuto un brutto incidente un mio parente stretto, precisamente è stato sbalzato giù dalla sua moto mentre andava a lavorare da un capriolo, che in quel momento ha pensato bene nella sua ingenuità e nella sua tranquilla passeggiata mattutina di travolgere moto e conducente facendolo andare a sfracellare contro un albero.

È fuori pericolo, ma irriconoscibile. Tanto per capire, mia mamma non l’ha riconosciuto appena sceso dall’ambulanza talmente il viso fosse tumefatto, però non rischia nulla a quanto dicono i medici.
Dovrà aver pazienza, tanta pazienza, per rivedere la sua immagine chiara e più che conosciuta allo specchio.
Ma nella gravità della situazione, conoscendo la strada, i guard-rail a tratti inesistenti, strapiombi cosmici e via dicendo, direi che poteva andare molto peggio.

Ma non son qui per parlare di questo.
Come di consueto, quando mi trovo costretto ad esser protagonista o comunque facente parte di un set di qualche scena di vita, inizio a pensare.
E se penso ho un’ispirazione, bella o brutta che sia a seconda dell’associazione a cui la lego.
Soprattutto avvinghiata al momento di vita che sto vivendo in prima persona e quindi come attore protagonista.

E se ho un’ispirazione, scrivo.

Oggi mi si è aperto un Mondo riguardo al concetto di “esserci quando non serve“.

Voi mi direte che una situazione simile poteva farmi pensare ad ogni cosa possibile, a tutto, tranne che al fatto che non servisse esserci.
È vero, verissimo.
Il fatto è che oggi “esserci” è talmente ovvio secondo me e secondo il mio modo di comportarmi, che manco dovrei dire una cosa simile tanto è scontata per me.

E quindi nella mia volontà innata di rompere i coglioni alle cose scontate e ai pensieri ed atteggiamenti ovvi ed inutili, son qua che penso allo scenario esatto e contrario.

Perchè amiche e amici miei, esserci quando serve, a meno che non siamo persone senza un minimo di cuore o pervasi dall’indifferenza verso il prossimo, è una delle cose più facili e forse ipocrite che esistano.
E sia chiaro, la colpa non è di chi ci domanda direttamente o indirettamente aiuto quando ha bisogno.
La colpa è nostra che pensiamo di meritare il premio Nobel dell’amicizia perchè magari un nostro amico è stato lasciato e noi gli diamo conforto dicendo che ne scoperà 10mila.
La colpa è nostra che pensiamo di essere i tassisti più generosi del Mondo perchè portiamo qualcuno in macchina dove vuole o dove necessita e non gli chiediamo la benzina.
La colpa è nostra che vogliamo la targhetta de “il figlio dell’anno” perchè portiamo lo sciroppo a nostra mamma quando è nel letto con la febbre.
O pretendiamo di esser ringraziati a vita se prestiamo dei soldi a qualcuno perchè ci dice che è in merda e non riesce a pagare l’affitto.

E così via mille altre situazioni che dovrebbero essere così ovvie che quasi non le si dovrebbero considerare se non come qualcosa che va fatto e basta.

Avete mai dato una pacca sulla spalla a qualcuno che vedevate più strano rispetto a come eravate abituati?
Siete mai andati a chiedere a qualcuno se avesse avuto bisogno prima che ve lo domandasse?
Avete mai pensato che un vostro amico avesse bisogno di voi prima che si lasciasse con la fidanzata o che vi rivelasse una qualsiasi difficoltà?

Ci siete mai stati per le persone prima che ne avessero bisogno?

Non voglio fare il maestro di vita e dispensare lezioni o consigli, perchè si sa:
chi dà consigli è il primo a non accettarli“.

Son qua perchè rifletto di fronte ad una situazione particolare e nella quale non potevo fare altro che ESSERCI.

E penso che preferirei un milione di volte che le persone ci fossero quando non mi serve e non ne ho bisogno, piuttosto che da sdraiato nel letto di un ospedale o in un momento rovinosamente negativo della mia vita e soprattutto dopo averglielo chiesto direttamente.

È normale in queste circostanze che chi mi vuole bene davvero sarà al mio fianco, così come lo sarei io.
Senza riserve.

“E alle volte per essere buoni non basta neanche essere forti, come noi che per essere buoni dobbiamo essere morti“.


La differenza la fa tutto il resto.

Buona giornata a tutti.

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