Cara Chiara, purtroppo è tutto chiaro.

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Pochi giorni fa una ragazza nata il 7 Maggio 1987, cioè 10 giorni prima di me e che avrebbe potuto quindi frequentare le scuole dell’obbligo assieme me, magari da vicini di banco, (MAGARI !!!!!), si è seduta per la seconda volta nella sua vita in cattedra ad Harvard e ha vestito i panni di una qualsiasi Professoressa di fronte a quelli che sono gli studenti di una della più prestigiose e blasonate Università conosciute al Mondo.

Chissà se avrà pensato che lì dove sedeva lei si saranno sedute alcune tra le più grandi menti mai esistite e che tra gli studenti che aveva di fronte, anni or sono avrebbe potuto annoverare più di 50 tra premi Nobel e Pulitzer, personaggi illustri e che hanno rivoluzionato il Mondo in cui tutti noi viviamo, Fisici, Matematici, Medici, Scienziati e ben 8 Presidenti degli Stati Uniti d’America, tra cui il penultimo e a mio avviso più influente e migliore di ogni altro suo predecessore (e successore oserei dire) Barack Obama.

Chissà se questa volta sarà stata più attenta a farsi fotografare con un libro girato in modo che non si vedesse dove era stampato il codice a barre. Perchè dovete sapere che questa mia coetanea già due anni fa era stata invitata nell’ateneo americano, e nel marasma che si era creato e nello sgomento che questo episodio aveva (già allora) provocato, i fancazzisti repressi del web avevano puntigliato sul fatto che nella foto sponsor dell’evento, la ragazza seduta su una poltrona nella biblioteca universitaria leggesse un libro al contrario, ignorando completamente il modus di etichettatura bibliotecario “Harvardiano”.
Sfigati.
Non invento nulla, cercate su Wikipedia se non mi credete, sia per quanto riguarda l’etichettatura dei libri, che per gli ignoranti repressi significa leggere un libro al contrario, sia per quanto riguarda le italiane mozioni popolari di sfiducia nei confronti del verso il cui leggeva il libro.

Non contenti del granchio preso la prima volta, anche stavolta questi protettori del tricolore nel Mondo si sono voluti scatenare contro questa mia tanto potenziale quanto sognata e ri-sognata, vicina di banco.
E giustamente da buoni italiani frustrati dei successi altrui, ma ringalluzziti dai loro fallimenti, apatici di fronte a ministri indagati per frode o sfruttamento della prostituzione, ma agguerriti di fronte all’eliminazione di un concorrente da MasterChef, inconsapevoli del significato di Spread, ma pluri-laureati in fuorigioco passivo, si sono accesi come le luci a Malpensa di notte.

E, per rimanere in ambito di italianità ultra retrograda, AVANTI SAVOIA:

  • come fa una quasi 30enne che ha abbandonato gli studi senza conseguire la laurea in staminchiologia a tenere una lezione ad Harvard? Che scandalo immenso.
    Vi faccio tre nomi di personaggi “abbastanza famigerati” con un background tale e quale alla ragazza: Mark Zuckerberg, Bill Gates e Steve Jobs. Tra l’altro i primi due hanno abbandonato gli studi proprio mentre erano iscritti ad Harvard senza laurearsi, ma questo è un dettaglio.
    Hanno giusto inventato due o tre cosine da niente, eppure non erano laureati. Ma sono comunque considerati più determinanti del Big Bang per quanto riguarda il cambiamento planetario. Ma sono americani, non italiani quindi va bene così, quindi sia in Patria che nel Mondo vengono osannati e non considerati rotti nel culo per il successo ottenuto senza pezzo di carta.
  • come fa una quasi 30enne non laureata a gestire un’azienda da milioni di euro, dove però i dipendenti non lavorano in catena di montaggio o non producono farmaci? Perchè deve essere così ricca una ragazza che per prima, o quasi, ha aperto un blog che è diventato il migliore del Pianeta, seguita da 8,1 milioni di persone su Instagram, altrettante su Facebook per non parlare di altre piattaforme sociali più tutti gli altri canali del creato?

Un blog poteva aprirlo chiunque, non è giusto che se io non ho avuto l’idea allora lei debba esser ricca e famosa per averci provato ed esserci riuscita. Non è giusto che abbia un guardaroba che manco tutti i negozi che abbiamo visto in vita nostra posseggono, tante scarpe che manco la Nike è in grado di produrre in un anno, che viva in suite 5* extralusso magari ad invito, che abbia una linea di abbigliamento griffata a suo nome famosissima e in voga, che faccia vacanze da sogno una volta al mese, solo perchè tiene un blog ed è tra le 10 under 30 più influenti della Terra.

Non può essere una persona intelligente e che con le sue ambizioni e visioni sia arrivata dove voleva o addirittura più in là di quanto potesse immaginare nel 2009 all’inaugurazione del “the blonde salad“, alla fine è una ex modella che si faceva due foto vestita da figa grazie ai vestiti che poteva comprare con i soldi del papi, se il suo blog è diventato quello che è diventato lei non ci ha messo niente di suo se non la presenza fisica, ma è stato l’ex fidanzato a far tutto mentre lei girava per showroom a farsi regalare accessori o era in uno dei 10mila set in cui la fotografavano per le migliaia pubblicità di cui è testimonial.

Niente, è deciso.

Se è diventata una tra le 10 under 30 più influenti del Mondo il merito non è suo, ma di tutti gli italiani che non avendoci provato, le hanno lasciato la possibilità di poterlo fare per prima..

In America e nel resto del Mondo si complimentano con lei, le fanno tenere lezioni universitarie, la invitano ad eventi mondani, benefici e si augurano di riuscire in qualcosa come lei un domani.
In Italia deve sparire perché ce l’ha fatta.
Facile, in America son coglioni, in Italia siamo tutti fenomeni.
E si vede.

Gates, Jobs, Zuckerberg e Obama infatti sono nati o hanno sviluppato le loro menti e le loro idee in Italia.

Harvard o Cambridge che sia, sono in Italia.

Quasi quasi Chiara Ferragni non merita di essere nata in questo Paese di invidiosi e frustrati.

Meritava più di avermi come vicino di banco alle elementari, medie e Liceo.

Lo meritavo anche io.

Ho detto tutto.

 

P.S. 
tanto per esser CHIAR”i”, vorrei che il mio blog avesse un milionesimo della portata che ha il suo, anche a costo di essere insultato da chiunque a prescindere solo per esserci riuscito.

Buona serata a voi.
Buona serata agli invidiosi.

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