Fattore 13/17

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Scusate se sono stato poco presente, ma ero impegnato a leggere ciò che scrivevano le persone che hanno passato indenni la giornata di ieri.

In alcuni casi mi è sembrato di essere protagonista della pellicola “2012”, nonostante mi guardassi attorno e non vedessi alcuna voragine dovuta ad una pioggia di meteoriti.
A parte gli scherzi, è ancora possibile leggere come alcune persone dicano di essersi salvate dall’ennesimo Venerdì 13 (tra l’altro del Gennaio 2017 per fare l’en plein) e di averla, “grazie a Dio”, scampata?

Può davvero un giorno che si presenta 50/52 volte in un anno, associato ad un numero che si ripete per 12 volte l’anno, portare più o meno benefici ad una persona o addirittura condizionarne la vita?

Gli farei fare un giro in qualche reparto ospedaliero o in qualche paese martoriato dalla Guerra, vedi Aleppo piuttosto che il Sudan, e a quel punto sarei davvero curioso di sapere quanti Venerdì 13 o 17, tipo ieri, sognerebbero di vivere nella loro vita.

Facciamo due semplici calcoli matematici assieme e diamoci un’idea degli scenari possibili.

Il numero di giorni 13 o 17 presenti in un anno è 2 x 12=24. Una settimana ha 7 giorni e quindi il numero di Venerdì 13 o 17 possibili in un anno è 24/7=3. Ci dovremmo aspettare 3 Venerdì 13 o 17 ogni anno, ma poiché non tutti i mesi hanno lo stesso numero di giorni il valore potrebbe subire alcune variazioni. Ad esempio quest’anno faremo i conti con ben 5 Venerdì 13 o 17:

Venerdì 13 Gennaio 2017

Venerdì 17 Febbraio 2017

Venerdì 17 Marzo 2017

Venerdì 13 Ottobre 2017

Venerdì 17 Novembre 2017

Almeno un Venerdì considerato sFORTUNATO, cari i miei lettori o soggetti super-superstiziosi, ci sarà sempre e anzi, ce ne saranno sempre almeno due all’anno.

Se credete a queste configurazioni astrali secondo me fareste meglio a rassegnarvi o, quasi quasi, a smettere proprio di crederci.

Pensateci un attimo, quante giornate peggiori di ieri, e non per forza cadute in un Venerdì 13 o 17, ci saranno state nel corso degli anni?

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Non son solo delle Panda, le chiavi Fiat che vedi sui tavoli.

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Ho promesso ad un mio caro amico che come primo articolo nella categoria “scene di vita” avrei pubblicato questa scena epica e cinematografica che accadde al ritorno dal 50esimo compleanno di Sven Vath a Mannheim in Germania, nell’Ottobre del 2014.

Immaginatevi quattro amici al rientro da due giorni di maratone tra aeroporti, alberghi, ristoranti, discoteche, pullman e macchine.
Non lo dico per fare il figo o perchè devo far vedere che la vacanza era stata da Riccanza su MTV (non la è stata assolutamente purtroppo per noi), ma semplicemente perchè a causa di vari motivi di lavoro e di impegni personali, eravamo stati costretti a concentrare il tutto in 48 ore.
E vi assicuro che già questa era stata un’impresa degna di nota.

Finito il preambolo, passiamo alla storia.
Ah, tenetevi forte perchè davvero si è trattato di un qualcosa di impensabile.

Vi è mai successo di fermarvi in Autogrill a mangiare qualcosa, notare al tavolo a fianco al vostro due ragazze (una delle quali bella davvero), far due battute tra amici e buttar lo sguardo verso le “vicine”, facendo anche caso alle chiavi poggiate sul loro tavolo al fine di capire che macchina abbiano. Uscire quindi prima di loro e, per fare un pò lo scemo con gli amici, scrivere su un foglietto “complimenti sei tantissima roba”, seguito poi dal numero di telefono e dal nome;

poggiare quindi il biglietto sul parabrezza di quella che pensi sia la loro macchina (anche perchè in tutto il posteggio dell’Autogrill ce ne sono 3 posteggiate, non 300, e solo quella è Fiat come lasciavano intendere le chiavi).

Poi, come per magia,
ricevere un messaggio con la foto del biglietto con scritto “Ciao Nico”.
Quindi, in preda allo stupore per la riuscita del vostro intento, rispondere:
“Tanto per capire, visto che ho tirato ad indovinare la macchina, sei la ragazza mora con gli occhiali neri?”
E sempre, come per magia, ricevere in risposta e cito testualmente:
“No mi spiace.. sono un ragazzo e pure gay, sorry 😉!!!” ?

A ME SI.

Per eventuali conferme, commentate e verrete messi in contatto con i presenti all’accaduto.
Mi spiace solo aver perso la foto del biglietto con relativo screenshot.

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Cuore di mamma

Mia mamma 5 minuti fa, dopo l’ennesimo outfit “abbastanza” alternativo quotidiano, vedendomi davanti al computer dalle 9 di stamattina (manco quando scrivevo la tesi ci stavo così tanto tempo):

“Nico, ma ti stai facendo Fashion Blogger?”

Ed io, con tutto lo charme ed il linguaggio formale che possiedo nel mio bagaglio culturale:

“Ma, io se proprio dovesse essere, qualche fashion blogger vorrei farmela”

 

Saranno geni recessivi o dominanti?

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SentiMento

Quella dei sentimentalismi vuole essere la categoria più profonda, ma allo stesso tempo trattata nel modo più easy possibile.

I temi trattati, come dice il titolo stesso, avranno a che fare con l‘amore, con i disagi, le depressioni e le gioie dovute al sentimento che chiunque in un modo o nell’altro rincorre durante la sua vita, nonostante spesso si tenda a far finta che l’interesse nei confronti di esso sia minimo.

Non obbligatoriamente quando userò la prima persona singolare nei miei testi o nelle mie frasi vorrà dire che il protagonista debba essere io. L’idea è quella di immedesimarsi in ciò che scriverò o comunque di fare da “portavoce” delle disavventure o della felicità che tutti abbiamo provato sulla nostra pelle.

E se così non fosse, ci si potrà anche solo fare una risata pensando alla situazione descritta.

Nonostante fuggiamo da esso e la maggior parte delle volte schifiamo il sentimento a causa di un’esperienza passata non del tutto rosea e da fuochi d’artificio, diciamocelo, non si sta così bene da soli.

N.

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Work in progress finiti, si comincia.

11 Dicembre 2016-11 Gennaio 2017.

Sembra sia passato un anno, mentre invece è solo un mese.

Un mese in cui abbiamo lavorato, in cui ci siamo confrontati, abbiamo fatto domande e pensato a come impaginare, al layout da utilizzare, quali foto, che categorie, il font.. e chi più ne aveva più ne metteva.

Finalmente siamo arrivati ad un punto in comune, e dopo 30 giorni andremo online.

Adesso posso davvero dirlo: il sogno diventa realtà.

In ogni caso, in ogni modo dovesse andare, ho finalmente un blog tutto mio.

Un blog dove potrò divertirmi e, spero, far divertire chi avrà il tempo ed il piacere di seguirlo. Non sembra, ma sentir proprio un qualcosa che si desiderava da tempo, è una sensazione incredibilmente appagante ed una soddisfazione inspiegabile.

Ringrazio Icca, Marco e tutta la squadra di Tandu per il sostegno, l’aiuto e soprattutto la fiducia riposta nei miei mezzi fino ad ora potenziali. Spero di ripagarvi a dovere. E grazie a Matteo, di cui trovate i riferimenti delle sue pagine social in fondo all’articolo di presentazione (IG @mattepelu, Facebook: Matteo Pelucchi), per le foto.

Ma adesso bando alle ciance e basta con i convenevoli.

C’è un blog da far girare e da tenere.

Troverete oltre a questo articolo e quello precedente, un articolo di presentazione delle finalità di questa avventura nella sezione ABOUT ME e alla destra del vostro schermo una presentazione di me stesso, giusto perchè se non mi conosceste almeno vi fareste un’idea di chi scrive.

Come diceva una delle mie canzoni preferite, “it starts with one thing, I don’t know why“.

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Nuovo Blog in Arrivo

tasti-macchina-da-scrivere

Ci vorrà un attimo a leggere tutto, ma mi sono dovuto impegnare; arrivate in fondo.

È lì la sorpresa 😍

Ragazze e ragazzi,
amiche ed amici,
haters and lovers,
(non dico followers, perchè è un pò presto e perchè comunque non lo dirò mai, visto che odio chi se la tira senza un motivo reale e non vorrei mai fare nè questa fine nè dare questa impressione).
CI SIAMO.
Ci ho messo un pò è vero, mi son lasciato coccolare e corteggiare da gran parte di voi, ho dovuto leggere e rileggere commenti e consigli tipo:
“scrivi un libro”, “adoro i tuoi post”, “sarò il tuo primo seguace”, “ti farò da editore”.

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