L’isola non c’è, ma le frasi fatte si.

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L’isola che non c’è, non esiste.

E fin qua tutto bene e scontato direte voi. Se una cosa non c’è, sicuramente neanche esiste.

Quel che però inganna tutti i sostenitori del pragmatismo assoluto come il sottoscritto è la percezione della realtà.

Sarò più spiccio: la nostra percezione di essa è sempre messa a dura prova da quella che è la nostra realtà personale che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo, e quella che invece vediamo vissuta dagli altri nei confronti dei quali ci sentiamo simili e per i quali, di conseguenza, percepiamo simili anche le realtà.
E’ una formula matematica.
Se avete seguito i miei post precedenti, avrete notato come la matematica influenzi e non poco i miei pensieri:

se una persona (A) che vive nel Mondo come me (B) e fa le cose come me, respira la mia stessa aria, parla la mia lingua, lavora, studia, mangia e via dicendo così come lo faccio io, riesce ad ottenere una cosa (C), secondo la formula matematica A=B, A=C allora B=C e quindi dovrei anche io ottenere la stessa cosa facendo le sue stesse cose.

E invece no. E la colpa non può essere della matematica, Lei non sbaglia mai.

La colpa è da ricercarsi solo ed esclusivamente in un elemento percettivo:
chi sia A e chi sia B.

Non sono qua per scrivere un altro dei miei fuori post come al solito, non vi stresserò con formule o con congetture astruse.

Oggi voglio parlare della funzione di alcune delle frasi fatte più usate ed abusate nel Mondo delle relazioni sentimentali e di quanto esse, nonostante dovrebbero valere tanto per un A quanto per un B qualsiasi, alla fine della fiera assumano valori estremamente opposti e dipendenti appunto SOLO dai soggetti alle quali vengono dette.
Con una sorpresa finale.

Iniziamo.

  • Mi han sempre detto che “in amor vince chi fugge” e che “bisogna farsi desiderare“,
    ma, oltre al fatto che se fuggi qualcuna ad inseguirti dovrebbe esserci sennò scappi dal nulla come uno schizofrenico, ogni qual volta che ho mollato la presa e ho vestito i panni di quello che si allontanava e si faceva desiderare, sembrava quasi che avessi dato in mano la schedina vincente del SuperEnalotto a colei dalla quale fuggivo e che il desiderio che creavo in lei, non era di sicuro uno dei tre che avrebbe chiesto al Genio appena uscito dalla lampada.
    Risultato: la frase non funziona.
  • Mi hanno anche detto “tranquillo, capirà di aver sbagliato, tornerà e allora sì che la farai morire a furia di starti dietro“;
    le sto ancora aspettando tutte al varco e ho il terrore che arrivino magari lo stesso giorno e blocchino l’Aurelia verso Finale da entrambi i lati (tipo “tutte le strade portano a Finale”).
    Risultato: la frase non funziona.
  • Mi hanno poi detto che “devi esser stronzo, trattale male e si innamoreranno tutte di te“.
    Peccato che non abbiano aggiunto che questo modus vivendi possano attuarlo solo coloro che tanto, sia stronzi che con l’aureola, vanno a segno comunque. E aggiungo che una volta ho anche provato ad esser stronzo, ma più che botte di coglione e insulti non ho preso.
    Risultato: la frase non funziona.
  • Come penultima cosa mi hanno detto “lasciala perdere, non ti merita e non sa cosa si perde“.
    Il problema è che stanno diventando un pò tante queste che non mi meritano, ma io non mi sento così un trofeo ambito tipo la Champions League, così come non penso di essere un demerito vincolante per la persona che “mi perde”, visto che come da copione se ne sbattono la minchia di me, vivono lo stesso e se ne auto-meritano a centinaia.
    Risultato: la frase non funziona.
  • Infine, mi hanno detto, mi dicono e mi continueranno a dire che “la ruota gira non disperare, arriverà“.
    Non mi voglio dilungare su questo, sarò breve e concettuale:

mi sa che la mia ruota è quadrata.
Risultato: la frase non funziona.

Sono frasi fatte, le avrete sentite o le avrete dette migliaia di volte. Ma non valgono allo stesso modo per tutti.

Provate a fare questa sostituzione: A=Brad Pitt e B=un ragazzo qualsiasi.

Secondo voi le frasi sopra descritte “non funzionerebbero” allo stesso modo?

 

P.S.
Io sicuramente non sono un A.

L’isola che non c’è non esiste davvero.
Sorpresa.

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